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L’economia della conoscenza, ovvero “il potere della conoscenza” – intervento di Antonio Zaffaroni

Articolo di Fabio G. Chechile e Carina Coppola, Master in Risorse Umane 2014-2015

ProSpera (Progetto Speranza) è un’associazione no-profit formata da circa 500 manager, in parte “retired”, e in parte in attività, che si occupa di giovani: cerca di fornire loro orientamento nel mondo del lavoro.

Il Dott. Antonio Zaffaroni inizia così la sua testimonianza al Master ISTUD in Risorse Umane e Organizzazione. Subito al punto. Parla dell’associazione di cui fa parte. ProSpera affianca l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e la Carlo Cattaneo di Castellanza nelle attività di orientamento. ProSpera si occupa inoltre di organizzare master rivolti alle “lauree deboli”: percorsi della durata di pochi mesi, volti a riorientare e riformare i laureati che non trovano lavoro facilmente. Ha inoltre organizzato attività di tutorship nell’ambito di awards per le start-up nelle loro fasi iniziali.

Dopo aver introdotto la sua attuale occupazione, Antonio Zaffaroni passa a descrivere se stesso e il suo percorso professionale. Racconta di come egli abbia passato molti anni nel settore HR, prima in Hewlett-Packard, dove si occupava di Training & Development, poi in un’azienda del gruppo Olivetti, come direttore delle Risorse Umane. Racconta, con una punta di orgoglio, di essere stato uno dei soci fondatori di Omnitel, oggi assorbita da Vodafone, ed è proprio in questa azienda che egli riesce a dare vita ad un’iniziativa formativa nuova: una Corporate University. La sua carriera lo porta poi in Mediolanum, dove si ripete e costituisce un’altra Corporate University. Dopo aver introdotto il suo percorso professionale, chiarisce il motivo della sua “testimonianza”: vuole parlarci di formazione, appunto, e di quella che dura tutta la vita: la formazione continua.

Ci introduce al tema dell’economia della conoscenza: il sapere come centro dello sviluppo economico. La conoscenza, nelle parole di Zaffaroni, prende la forma che le organizzazioni le conferiscono: sta ad esse fruirne nella maniera più costruttiva possibile. Solo così è possibile dare via a un nuovo sviluppo economico.

Nel contesto italiano, formato di piccole e medie aziende, la formazione viene poco sfruttata. Essa è appannaggio delle aziende più grandi o avvedute. Ciò genera un “gap” di sviluppo tra l’Italia e il resto del mondo. La formazione continua diviene, nel contesto attuale, di interesse critico. Essa ha un effetto sull’intero sistema paese, implica lo sforzo sistematico, il confronto persistente con l’ignoto, nel trovare vie nuove per far progredire il tessuto economico del paese.

L’evolversi della conoscenza, sostiene Zaffaroni, apre la mente: ci abitua ad abbandonare l’idea del posto fisso, dice, mentre scherza. Senza formazione, non si riesce ad adattarsi al fluire frenetico dei mercati. E’ la formazione autentica ad apportare valore aggiunto: quella che si fonda nell’esperienza e nei valori aziendali. È questa la caratteristica principe di una Corporate University: il basarsi, il poggiare i piedi nella cultura aziendale in cui sorge. Le organizzazioni che si avvalgono di una Corporate University divengono Learning Organizations: organizzazioni in grado di apprendere, di cambiarsi, di gestire il cambiamento e della sua forza lavoro. Ciò migliora la posizione competitiva globale dell’azienda.

Il dott. Zaffaroni parla poi dei momenti di crisi: in quei frangenti, le aziende sono solite tagliare la formazione e il marketing. Egli definisce questo scenario un ossimoro: nei momenti di difficoltà, le aziende tendono a chiudersi su se stesse, riproponendo gli stessi comportamenti, senza cercare nemmeno di vedere il cambiamento. Lo sviluppo e la ripresa sono possibili solo se si propongono soluzioni nuove, modi nuovi di affrontare la realtà competitiva e i mercati. Le Corporate University sono, ad avviso del dott. Zaffaroni, una delle vie possibile per uscire dalla crisi economica. Esse rappresentano un punto d’incontro tra la realtà accademica e il mondo organizzativo: possono generare percorsi d’apprendimento ad hoc, focalizzati sull’esigenze specifiche delle aziende promotrici. Conclude il suo intervento con una battuta: se la formazione è un costo, che le aziende provino con l’ignoranza. Questa è sicuramente un costo maggiore. Ci saluta poi, facendoci i suoi migliori auguri.

 

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Carina Coppola

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