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Sostenibilità e implicazioni etiche dei farmaci biologici in oncologia per il SSN

A cura di Barbara Cantalamessa, Annalea Conte, Andrea Iurlaro, Silvia Masella, Alessandra Mirabile, Luciano Pacelli, Mirko Venchiarutti – Master Scienziati in Azienda 2015-2016

Il cancro in Italia rappresenta una patologia socialmente importante, costituisce infatti la seconda causa di morte a livello nazionale. I più recenti dati epidemiologici disponibili, tuttavia, mostrano dei miglioramenti riconducibili all’avvento di terapie innovative con farmaci biologici e in particolare anticorpi monoclonali. I risultati ottenuti dai sondaggi da noi condotti tra pazienti e medici mostrano una tendenza favorevole all’utilizzo di questi farmaci, percepiti migliori in termini di qualità e sicurezza rispetto ai chemioterapici tradizionali.

Tali medicinali, data la loro complessità di produzione, sono altamente costosi e, a causa dell’alta incidenza delle patologie tumorali, rischiano di essere insostenibili per il SSN.

Alla luce di ciò, lo scopo del nostro lavoro è stato quello di effettuare un’analisi dei costi, delle strategie attualmente in uso da parte del SSN e di proporre ulteriori possibili provvedimenti per far fronte a tale criticità farmacoeconomica.

Dalle nostre indagini risulta che il 33,8% del totale della spesa sanitaria per farmaci oncologici è occupata dagli anticorpi monoclonali e si attesta intorno ai 753 milioni di euro annui. Gli analisti sostengono che questi prodotti avranno un ruolo predominante nell’evoluzione del mercato fino a alla fine di questo decennio.

Al fine di limitare la spesa a carico del SSN sono stati istituiti il registro di monitoraggio dei farmaci oncologici (RFOM) e gli share scheme di rimborsabilità. Questi ultimi vincolano rimborsabilità e prezzo del famaco all’efficacia real life. Il registro permette l’uso del farmaco sulla base delle evidenze scientifiche ottenute dai trial clinici e solo sui pazienti potenzialmente responsivi, garantendo così l’appropriatezza terapeutica.

L’appropriatezza terapeutica è proprio uno dei fattori alla base dell’impiego etico e sostenibile dei farmaci. Partendo da tale considerazione, abbiamo identificato strumenti che potrebbero ulteriormente ridurre l’uso improprio di farmaci, quali:

  • formazione medica, che permetta l’utilizzo consapevole delle terapie;
  • caratterizzazione della patologia e valutazione del quadro clinico del paziente, affinché l’uso del farmaco biologico apporti un vantaggio significativo tale da giustificarne i costi;
  • implementazione nell’uso e nella ricerca di nuovi biomarker, in modo da utilizzare i farmaci biologici in maniera altamente selettiva ovvero in pazienti sicuramente responsivi;

In aggiunta, l’AIFA, seguendo l’esempio di altri Paesi europei, potrebbe introdurre valori-soglia di sostenibilità annui per ogni nuova terapia oncologica al fine di acquisire un maggiore potere contrattuale in fase di pricing. Infine, sarebbe utile la messa a punto di un sistema che renda facilmente individuabili i benefici a lungo termine che le terapie innovative garantiscono.

Scarica il Project Work Completo “Sostenibilità e implicazioni etiche dei farmaci biologici in oncologia per il SSN”

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Annalea Conte

Annalea Conte

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